Ipocrisia dei femminicidi
Anonimo
Saggio scientifico, politico e militante, su un fenomeno mediatico prevalentemente, tristemente, populistico.
FIUMI DI PAROLE IPOCRITE E INCONSISTENTI.
Il neologismo ‘femminicidio’, ad ogni morte di donna uccisa da un maschio sedicente amoroso, produce infiniti interventi mediatici fintamente moralistici, nonché promesse politiche mai mantenute, e sempre infinite e insignificanti chiacchiere. Ma quelle morti non si fermano. Così, non si fermeranno mai.
UN’ANALISI RAZIONALE E POLITICA.
In questo testo, il problema è studiato in termini logico-razionali, col sostegno di psicologia, psichiatria, antropologia, criminologia, e infine, soprattutto, politica: per poter razionalmente passare, dalle chiacchiere e dalle ideologie, ai fatti. Politici e civili, appunto, prima ancora che sociali.

In uscita a novembre 2026 nelle librerie e sulle piattaforme digitali.
3 domande e 3 risposte
CHI VERAMENTE SONO I MASCHI CHE UCCIDONO LE DONNE CHE DICHIARANO DI AMARE?
CHI VERAMENTE SONO LE DONNE CHE VENGONO SADICAMENTE UCCISE?
DAVVERO I FEMMINICIDI SONO UN FENOMENO SOCIALE PRIMARIO?
L’autore (le ragioni di un anonimato)
Geni come Machiavelli, Copernico e Spinoza ordinarono di pubblicare i loro capolavori dopo la loro morte per evitare carceri o roghi.
I grandi illuministi francesi (Diderot, Voltaire, Holbach) pubblicarono in vita ma da anonimi. I tribunali inquisitori di allora sono stati sostituiti da tribunali mediatici basati su insulti, diffamazioni, calunnie.
L’autore di questo testo è pertanto anonimo. Dichiara di essere di genere maschile e di essere uno psicologo cognitivista. Nel testo tocca tematiche e affermazioni, secondo lui scientifiche in quanto argomentabili, del tutto controcorrente al politicamente e populisticamente ‘corretto’ dei nostri tempi ipocriti, in primo luogo sul tragico tema del femminicidio.
Nello specifico, l’autore attacca, oltre al narcisismo di un’informazione mediatica ormai turpemente americanizzata, le forme, giudicate deleterie, di ideologie post-femministe, che dimostra essere antiscientifiche e correlabili, talvolta, a dogmatiche sette. Teorie che secondo l‘autore mostrano un approccio socialmente volenteroso al problema, ma, in quanto ideologiche, aggravano la percezione sociale e la soluzione del fenomeno.
L’autore preferisce pertanto, per questo e per tutto, essere valutato ed eventualmente letto, ma anche criticato e contestato, solo sui fatti elencati e le idee e i concetti a questi susseguenti, e non sulla sua persona.
L’autore inoltre dichiara di non avere nessun contatto con i cosidetti ‘social’ e quindi di non poter, prima ch voler, dare alcun conto ai cosiddetti ‘haters’ di ogni provenienza.
L’editore Aurelio Grimaldi ha partecipato attivamente alla stesura del testo e ne ha curato l’editing, oltre a suggerire alcuni capitoli come risulta specificato all’interno del libro.
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